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Webinar Bestie Nere

Webinar 26 settembre 2020 - dalle 11:00 alle 13:00

La cute viene definita come organo di confine,come organo spia, ma dovrebbe essere considerata un libro aperto sulla storia ed evoluzione della patologia che la riguarda.

Il messaggio che la cute manda non è un messaggio criptato ma è ben visibile a chi lo osserva.

Tutti i segni e sintomi ci svelano spesso un rapporto stretto con patologie di organi interni, sia su base tumorale che infiammatoria.

Se non siamo in grado di porre una diagnosi dobbiamo poter utilizzare l’istologia come conditio sine qua non per affinare la diagnosi e individuare,di conseguenza, il corretto percorso terapeutico.

Le correlazioni clinico-patologiche dovrebbero sempre essere utilizzate perché è dalla loro combinazione che possiamo riconoscere anche i momenti e i meccanismi patogenetici dello sviluppo di una malattia.

Proprio per questo il dermatologo e il dermatopatologo sono chiamati in prima persona nella valutazione diagnostica e nella gestione terapeutica dei quadri che vengono loro sottoposti.

Lo scopo del corso è quello di fornire tutti gli elementi necessari e aggiornati della correlazione tra la clinica e la patologia e ribadire ancora una volta l’importanza dell’istologia nella formulazione di una corretta diagnosi e nella gestione di alcune “bestie nere” dell’ambito delle malattie infiammatorie.

Professioni per le quali è accreditato il Corso : Medico chirurgo specializzato, Dermatologia e Venereologia, Anatomia patologica, Reumatologia, Medicina generale (Medici di Famiglia).

Crediti formativi: riconosce n.3 crediti ECM

Obiettivo formativo: Applicazione nella pratica quotidiana dei principi e delle procedure dell’Evidence Based Practice (EBM-EBN-EBP).

Responsabile Scientifico: Dott.Giorgio Filosa


Webinar Covid-19Webinar 30 Settembre dalle ore 16:00 alle 17:00

La psoriasi è una patologia cronica cutanea caratterizzata, in tutte le sue forme cliniche,da una elevata incidenza e da numerose comorbidità nelle forme più gravi. 

La gestione di questa patologia e delle sue numerose comorbidità, ha tratto enorme giovamento, negli ultimi 20 anni, dalla terapia con farmaci biologici. 

Nel momento della massima diffusione dell’infezione da COVID-19 (marzo-aprile 2020) si è creata una grande confusione mediatica, anche da letteratura pseudoscientifica, che si andava a sommare alla fisiologica e legittima paura per una pandemia di dimensioni a noi fino a quel momento ignote.

La maggior parte dei pazienti con psoriasi in trattamento con farmaci biologici era impaurita ed insicura; la terapia con biologico rappresentava per loro una conquista che li aveva liberati dalle stigmate di una malattia inguaribile ma se aumentava il rischio di contrarre l’infezione? Il compito del dermatologo - a sua volta non certo experienced al riguardo! - dei vari ex centri “PsOcare” è stato quello di rassicurarli sulla base della personale esperienza, della letteratura che andava via via aumentando al riguardo e delle linee guida delle società scientifiche (SIDeMast). 

E’ stato attivato un follow-up telefonico e la telemedicina; una linea telematica dedicata ha permesso di seguire gli esami ematochimici di pazienti “fragili” e/o con comorbidità elevate. Durante questo periodo è stato effettuato uno studio osservazionale multicentrico in 33 centri specialistici italiani, promosso da SIDeMast.ono stati presi in esame circa 13.000 pazienti affetti da psoriasi e in trattamento con tutti i tipi di biologici approvati per questa patologia, per valutare la reale incidenza dell’infezione da COVID -19 in questa popolazione. 

I risultati di questo studio, hanno dimostrato che meno del 5% dei pazienti ha interrotto il trattamento per lo più autonomamente, senza consultare lo specialista di riferimento. 

Il criterio dominante nel mantenere o meno un trattamento con biologico, rimane senz’altro la valutazione globale del singolo paziente, considerando le comorbidità e i fattori di rischio. 

La tempestiva riorganizzazione della tipologia assistenziale (telemedicina, web, etc) in questo peculiare momento storico ha fatto sì che il paziente non percepisse un abbandono terapeutico e ha consentito una progressiva ripresa dell’attività assistenziale specialistica.

Professioni per le quali è accreditato il Corso: Medico chirurgo specializzato , Dermatologia e Venereologia, Allergologia ed immunologia clinica, Malattie infettiva, Medicina del Lavoro e sicurezza degli ambienti di lavoro, Medicina Generale (Medici di Famiglia), Reumatologia

Crediti formativi : riconosce n.1,8 crediti ECM

Obiettivo formativo : Tematiche speciali del S.S.N. e/o S.S.R. a carattere urgente e/o straordinario individuate dalla Commissione nazionale per la formazione continua e dalle Regioni/Province autonome per far fronte a specifiche emergenze sanitarie con acquisizione di nozioni di sistema.

Responsabile Scientifico :  Prof.ssa Ketty Peris, Prof.Giampiero Girolomoni





FAD AlopeciaLa terapia dell’alopecia androgenetica, sia maschile che femminile, è in continua evoluzione, con nuovi trattamenti e nuove modalità di somministrazione di farmaci conosciuti da tempo.

Lo scopo di questa FAD è far familiarizzare il dermatologo con le nuove proposte terapeutiche valide per l’alopecia androgenetica.

Saranno innanzitutto esaminati in dettaglio i farmaci efficaci e ben conosciuti, come minoxidil lozione, finasteride compresse e ormoni, dei quali verranno date istruzioni d’uso, con lo scopo di portare a una perfetta efficacia della cura e una maggior adesione al trattamento da parte del paziente. Verranno quindi descritte le nuove terapie, con indicazioni di prescrizione che ne facilitino l’uso. Ne saranno spiegati limiti e pregi.

Alla fine del corso, il Dermatologo sarà in grado di avere una migliore gestione clinica dei pazienti con alopecia androgenetica, che comprende anche i farmaci nuoci sul mercato.

Professioni per le quali è accreditato il Corso : Medico chirurgo specializzato in Dermatologia e venereologia, chirurgia plastica e ricostruttiva

Crediti formativi : riconosce n.4 crediti ECM

Obiettivo formativo : Applicazione nella pratica quotidiana dei principi e delle procedure dell’evidence based practice (EBM-EBN-EBP)

Sponsor : Difa Cooper

Docenti : Bianca Maria Piraccini, Michela Starace, Aurora Maria Alessandrini

Responsabile Scientifico : Bianca Maria Piraccini

Durata corso : 01/09/2020 al 01/09/2021


Carcinoma SquamocellulareIl carcinoma squamocellulare cutaneo (cSCC) rappresenta il 20-25% dei tumori cutanei. I dati epidemiologici sono probabilmente sottostimati a causa della mancanza di una registrazione sistematica dei singoli casi nei registri nazionali dei tumori.

I fattori di rischio associati all’insorgenza di un cSCC sono rappresentati dall’esposizione ai raggi UV, sia naturali che artificiali, età avanzata e fototipo chiaro.

L’esposizione correlata a maggior rischio di cSCC è rappresentata dall’esposizione cumulativa cronica alle radiazioni UV e rappresenta il fattore di rischio ambientale più importante per l’insorgenza di cSCC, spiegando anche il drastico aumento di incidenza con l’aumentare dell’età.

L’altro rilevante fattore di rischio per lo sviluppo di cSCC è rappresentato dalla immunosoppressione che può promuovere lo sviluppo e la progressione dei cSCC a causa della minore immunosorveglianza contro il tumore o verso l’HPV.

Tra i trattamenti che possono causare immunosoppressione, sono incluse le terapie utilizzate per il trapianto allogenico di organi e le terapie per le malattie immuno-mediate croniche o per patologie ematopoietiche, come il linfoma o la leucemia, che sono associate ad un aumentato rischio di cSCC.

Il carcinoma spinocellulare della cute è un tumore epiteliale maligno che origina dai cheratinociti dell’epidermide e/o dagli annessi cutanei. Può essere preceduto da precursori, ma può anche presentarsi de novo su pelle irradiata (con o senzamanifestazioni di radiodermite cronica) o su cute cronicamente danneggiata come nel caso di ulcere croniche o malattie infiammatorie croniche della pelle o su una precedente cicatrice.

Esso può presentare diversi gradi di differenziazione che riproducono in modo più o meno preciso le caratteristiche citologiche delle cellule dell’epitelio pavimentoso dell’epidermide; può essere intraepiteliale (in situ) o invasivo (infiltrante) con possibilità di sviluppare metastasi (linfonodali e viscerali). L’esame clinico dell’intera superficie cutanea e un’accurata storia medica sono di fondamentale importanza per un corretto approccio diagnostico al paziente con lesione sospetta di cSCC. Il monitoraggio completo e meticoloso della pelle è obbligatorio visto che i pazienti con cSCC hanno un rischio maggiore di sviluppare altre lesioni precancerose o neoplasie concomitanti. La dermatoscopia rappresenta una metodica innovativa che permette di definire in vivo la natura del tumore, di differenziarlo dai carcinomi basocellulari e di potenzialmente definire il grado di differenziazione. Il trattamento di prima linea del carcinoma squamocellulare cutaneo è l’escissione chirurgica completa con controllo istopatologico dei margini di resezione.

La rimozione chirurgica consente l’esame istologico e la conferma della diagnosi clinica nonché la valutazione dei margini chirurgici, estemporanea o post-operatoria ed ha percentuali molto elevate di efficacia e tassi di guarigione del 95%. La chirurgia è raramente controindicata, anche in pazienti anziani o in casi di tumori difficili da trattare per le ampie dimensioni e localizzazioni anatomiche con potenziali conseguenze funzionali e cosmetiche se questi pazienti vengono gestiti adeguatamente da personale esperto.

Il carcinoma squamocellulare della cute, in fase recidiva non suscettibile di approccio chirurgico o radioterapico con finalità curative, rappresenta spesso un dilemma per il clinico. Da un lato infatti la patologia mostra evidenti problematiche cliniche dovute alla recidiva, spesso complicata da infezioni, sanguinamento o dolore, dall’altra il paziente presenta spesso situazioni cliniche di comorbidità, tossicità da precedenti trattamenti, problematiche relative all’età che possono ostacolare il percorso terapeutico con chemioterapia. Il carcinoma squamocellulare, per le sue caratteristiche biologiche, essendo il tumore con il “carico mutazionale” (tumor mutational burden) più elevato, ben si presta a rispondere a un inibitore del checkpoint immunitario PD-1.
Cemiplimab è un anticorpo monoclonale completamente umano che si lega all’inibitore del checkpoint immunitario PD-1 (proteina 1 di morte cellulare programmata). La sua approvazione condizionata è per il trattamento di pazienti
adulti con carcinoma cutaneo a cellule squamose metastatico o localmente avanzato, non asportabile chirurgicamente e non trattabile con radioterapia a scopo curativo.

Professioni per le quali è accreditato il Corso: Medico chirurgo specializzato in Dermatologia e Venereologia, Oncologia, Medicina generale (Medici di famiglia)

Crediti formativi: riconosce n.6 crediti ECM


Sponsor: REGENERON SANOFI GENZYME

Costo per soci: gratis

Costo per non soci: gratis

Docenti:Prof.ssa Caterina Longo, Prof. Giulio Gualdi

Durata corso: 13 Luglio 2020 - 12 Luglio 2021


PRESENTAZIONE DEL CORSO

Nel corso degli ultimi anni, numerose sono state le nuove acquisizioni in ambito sia clinico che sperimentale in dermatologia pediatrica, patologia degli annessi, immunopatologia ed infettivologia cutanea, migliorando le nostre conoscenze dell’eziopatogenesi, aspetti clinici, terapeutici e prognostici di molte patologie. Questo rende quindi necessario un continuo aggiornamento da parte del dermatologo per permettere il corretto inquadramento diagnostico e favorire una scelta terapeutica mirata nelle diverse patologie.

Il corso è articolato in 4 moduli:

Modulo 1. Dermatologia Pediatrica: in questo modulo verranno trattate le connettiviti, le mastocitosi, le lesioni pigmentate melanocitarie congenite e spitzoidi, gli emangiomi infantili, le genodermatosi, la dermatite da contatto ed atopica ed, infine, la psoriasi.

Modulo 2. Patologia degli annessi: saranno oggetto di questo modulo le anomalie congenite del fusto pilifero, le alopecie cicatriziali ed areata, la pustolosi erosiva del capillizio, l’iperidrosi e l’idrosadenite suppurativa.

Modulo 3. Immunopatologia cutanea: verranno approfonditi l’orticaria cronica, le vasculiti cutanee, la patogenesi della dermatite atopica, la fisiopatologia e la gestione del prurito cronico.

Modulo 4. Infettivologia cutanea: in questo ultimo modulo verranno trattati l’associazione tra agenti infettivi ed acne, tra cute ed epatite virale, la borrelliosi di Lyme, le infezioni virali e l’immunodepressione ed, infine, le malattie cutanee da micobatteri non tubercolari.

Obiettivo formativo: documentazione clinica. Percorsi clinico-assistenziali diagnostici e riabilitativi, profili di assistenza - profili di cura

Ore formative: 21

Crediti: 21

Professioni e discipline che possono accedere al corso: medico chirurgo specializzato in dermatologia e venereologia/allergologia ed immunologia/malattie infettive/medicina generale (medici di famiglia)/pediatria/pediatria (pediatri di libera scelta)

Sponsor: Leo Pharma SPA

Costo per soci: gratis

Costo per non soci: €. 50,00

Resp. Scientifico: Prof.ssa Maria Concetta Fargnoli

Durata corso: 5 Maggio 2020 - 21 Dicembre 2020


Docenti: Argenziano Giuseppe, Belloni Fortina Anna, Bonamonte Domenico, Borgia Francesco, Calvieri Stefano, Caproni Marzia, Costanzo Antonio, Cozzani Emanuele, Di Lernia Vito, Feliciani Claudio, Girolomoni Giampiero, Lacarrubba Francesco, Marzano Angelo Valerio, Neri Iria, Offidani Anna Maria, Parodi Aurora, Patrizi Annalisa, Piaserico Stefano, Piraccini Bianca Maria, Quaglino Pietro, Rongioletti Franco, Rossi Alfredo, Scalvenzi Massimiliano, Stingeni Luca, Tognetti Linda, Tommasini Carlo Francesco, Venturini Marina, Veraldi Stefano, Zalaudek Iris